La parola Stato è spesso usata come sinonimo di Paese con il quale intendiamo il territorio, i cittadini e le istituzioni che li governano. Questa definizione è relativamente recente, ma già superata dal fluire della Storia. L’Ètat c’est moi – Poco prima della rivoluzione francese il millenario modello verticale di governo aveva raggiunto la sua massima espressione e qualcuno perfino forgiò la frase «lo Stato sono io». Non era una sfida bensì era la verità dei fatti: il prìncipe, padrone di tutte le cose e anche degli uomini, concentrava in sé tutto lo Stato. Anche i sistemi verticistici meglio organizzati avevano però un punto debole: l’espansione e la difesa del vertice contro gli altri Stati e spesso anche contro i poteri interni. Pare infatti che Versailles sia stata costruita, proprio da Luigi XIV, appositamente fuori Parigi per tenere i cortigiani sotto controllo e lontano dalla città. Negoziazione e cessione progressiva del potere in UK – Non fu così ovunque. Lo United Kingdom, il più grande impero commerciale mai esistito si formò più di dieci secoli fa senza essere mai stato travolto dalle numerose rivoluzioni di tipo europeo. Dal 1215, Magna Charta Libertatum, i governanti inglesi pilotarono il regno con grande spirito di adattabilità, quasi interrottamente fino a giorni nostri. È ancora un regno, anzi forse è il regno per antonomasia. Lungo tutta la costa dei mari nordeuropei vi sono molti regni e tutti godono della massima stima in fatto di democrazia. Come può un regno essere una democrazia? Probabilmente l’elemento che li accomuna è il pragmatismo con il quale hanno ceduto potere ai loro Cittadini che non sentono la necessità di chiamarsi sovrani, pur essendolo di fatto, per rispetto ai loro Re e Regine, simboli dello Stato. We the People – Dopo la Magna Charta e prima della rivoluzione francese vennero gli Stati Uniti che ignominiosamente, secondo i regnanti inglesi, e sovranamente affermarono: “noi il popolo stabiliamo la Costituzione degli Stati Uniti d’America”. Gli inglesi guardavano con irritata altezzosità i propri portafogli gonfiarsi anche più di prima e questo fece loro superare quel trascurabile momento di diverbio. Da allora molte costituzioni propongono un incipit dal significato comune: noi Cittadini ci riuniamo nell’assemblea, prima costituente e poi di governo, per regolare i rapporti fra di noi e con gli altri. L’individuo e i Diritti umani – La seconda guerra mondiale spazzò via tutti i Paesi Europei che si opponevano al principio di sovranità dei Cittadini. I Paesi sopravvissuti, i vincitori e molti altri aderirono alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.  Dei suoi 30 articoli, 29 cominciano con “l’individuo ….”  attore sovrano dei propri diritti, solo l’ultimo ha per soggetto gli enti collettivi perché vuole ribadire che nessuno Stato o organizzazione può pevalere sui diritti dei singoli individui. L’individuo (il singolo Cittadino) finalmente si è smarcato dal retaggio di dover rispondere al prìncipe. Lo Stato – All’uscita della seconda guerra mondiale anche gli italiani si dotarono della legge fondamentale con la quale regolare:
  1. i rapporti fra i Cittadini Italiani e con gli altri Cittadini
  2. il territorio che chiamiamo Italia
  3. le istituzioni dell’Aministrazione Publica fra le quali lo Stato.
Rileggendo la Costituzione al tempo presente intravvediamo alcuni interessanti aspetti, per esempio:
  1. I Cittadini Italiani: restano sullo sfondo, sono citati poche volte e quasi sempre come persone subordinate che «devono» e non come persone che «affermano la Costituzione e vi si impegnano». Manca peraltro una definizione iniziale che chiarisca chi sono i Cittadini Italiani e qui ne tentiamo una.
  2. La Repubblica: Non è chiaro cosa sia anche se è il più citato ente collettivo. La Repubblica tuttavia è molto importante sia perché la legge fondamentale si chiama Costituzione della Repubblica Italiana sia perché dispone, afferma, garantisce, rimuove ostacoli e molto altro. Alla fine si intuisce che la Repubblica è l’assemblea dei Cittadini Italiani.
  3. Italia: Mentre l’aggettivo «italiano» è molto frequente, la parola Italia è citata solo due volte, la prima delle quali sta nel famosissimo Articolo 1: «L’Italia è una Repubblica…». Se così fosse, sarebbe il soggetto/attore chiave della Costituzione al posto della Repubblica o almeno come suo sinonimo. Scorrendo la Costituzione con gli occhi del presente sembra quasi preferibile l’interpretazione di Italia come territorio sul quale vige la giurisdizione della Costituzione.
  4. Lo Stato: Lo Stato, di cui non sono esplicitamente specificati il ruolo, il compito e l’ambito d’azione, è pochissimo citato e qui riprendiamo i punti più rilevanti:
    1. Lo Stato compare la prima volta all’Art.5 dal quale capiamo che i servizi dello Stato devono essere gestiti nel più ampio decentramento amministrativo.
    2. Poi più nulla fino all’Art.28 dove si chiarisce che lo Stato ha dipendenti e funzionari pubblici. Tutto questo dovrebbe bastare a qualificare lo Stato come un’organizzazione mirata a fornire servizi, il che escluderebbe che i Cittadini «non statali» ne facciano parte.
    3. All’Art.81 viene chiarito che le Camere devono approvare il bilancio dello Stato, quindi ne fanno parte e hanno il più elevato ruolo di coordinamento e decisione.
    4. All’Art.87 il Presidente della Repubblica, che è anche il capo dello Stato, nomina i funzionari che si presume includano anche i ministri (amministratori) dell’Esecutivo e infatti all’Art.92 il Presidente nomina il Governo della Repubblica (altrimenti detto l’Esecutivo). Qui potrebbe venire il dubbio che la Repubblica e lo Stato siano la stessa cosa.
    5. La Sezione II dedicata alla Pubblica Amministrazione contiene due soli articoli il cui numero e contenuto stona con le complessità dei compiti e di una così grande organizzazione. Probabilmente ciò accade perché il ruolo parcellizzato della Pubblica Amministrazione è in realtà descritto lungo tutto il testo che apparentemente non segue una logica organizzativa. All’Art. 98 tuttavia si lascia intendere che i Parlamentari sono membri della Pubblica Amministrazione.
    6. All’Art.114 viene rimosso il dubbio che era emerso all’Art.92: la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città Metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. Pur rimanendo una certa confusione su cosa sia la Repubblica, è qui chiarissimo che lo Stato è solo una delle Pubbliche Amministrazioni dal che si deduce che i Cittadini non sono parte dello Stato (a parziale smentita della famosa frase lo «Stato siamo noi»). Da questo articolo in poi la Costituzione cita lo Stato molte volte perché tratta dei rapporti fra le Regioni e lo Stato che è ormai acclarato essere l’organo amministrativo e regolatore che risponde alla Repubblica, cioè all’Assemblea dei Cittadini.
La definizione di Stato probabilmente varia da Paese a Paese e inoltre la Costituzione Italiana non ne fornisce una specifica per noi italiani, perciò dobbiamo dedurne una distillandola dai vari articoli. Il compito principale della Costituzione è infatti quello di organizzare le risorse che i Cittadini Italiani hanno temporaneamente affidato in gestione alla Pubblica Amministrazione. In realtà la Costituzione Italiana non cita, come altre fanno, il suo scopo ultimo. Potrebbe ad esempio essere simile a quello dichiarato nella Costituzione Americana che si propone di facilitare ciascun Cittadino nel perseguire la sua personale visione del futuro. Per la Repubblica Italiana potrebbe essere quello di facilitare la crescente, ed equamente distribuita, qualità della vita dei propri Cittadini. In sintesi probabilmente abbiamo appreso che:
  • Le democrazie che funzionano meglio sono quelle che facilitano la cessione progressiva del potere dai vertici ai Cittadini.
  • La frase «lo Stato siamo noi» è stata maliziosamente manipolata da qualche avente interesse mancando di rispetto a Calamandrei che la pronunciò rivolgendosi ai parlamentari (cioè allo Stato e non ai Cittadini) rimproverandoli di non essere abbastanza solleciti nell’applicare la Costituzione. Forse i manipolatori desiderano che la colpa dell’inefficienza dello Stato ricada su tutti: colpa di tutti, responsabilità di nessuno.
Lo Stato NON siamo noi. Noi Cittadini possiamo e dobbiamo incalzare lo Stato affinchè fornisca i servizi che gli sono richiesti, a costi ragionevoli. In questa prospettiva si colloca l’attività di Civicum. PS Perché in inglese Stato si dice government o administration? Antonio Santospirito e Stefano Cianchi