Nelle settimane scorse abbiamo parlato dei pro e contro del tanto discusso MES Sanitario (Meccanismo Europeo di Stabilità per la Sanità) e del relativo finanziamento fino a € 36 miliardi messo a disposizione dalla Unione Europea (EU) per rafforzare i servizi sanitari. Crediamo che sia abbastanza chiaro che siamo difronte ad uno stallo: ossia è difficile far convergere le parti contrapposte ad un accordo.

In effetti però il MES è solo uno strumento finanziario e oggi vorremmo focalizzarci sul nuovo Servizio Sanitario Nazionale (SSN) già in parte annunciato lo scorso settembre dal ministro Speranza  e poi ripreso nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR – Recovery Plan – 11 gennaio 2021).

Più precisamente ci interessa capire e riassumere:

  • le caratteristiche principali del nuovo SSN
  • in quanto tempo verrà realizzato
  • e di quanti miliardi necessità

Infatti il ministro Roberto Speranza sta lavorando da mesi a un piano organico da 65 miliardi, da sviluppare in un arco di dieci anni, che dovrebbe essere finanziato parzialmente dal Recovery Plan – circa € 20,73 miliardi includendo anche la programmazione di bilancio 2021-2026. E gli altri €45 miliardi? Non è chiaro ma concentriamoci sulle caratteristiche:

  • Assistenza di prossimità (domiciliare) e telemedicina – curare 0,5 milioni di pazienti over 65
  • Case della Comunità – una per 24.500 abitanti
  • Ospedali di Comunità – uno per 80.000 abitanti

€ 7,9 mld – per il 2026

  • Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria

€ 12,83 mld – N.D.

In una delle bozze del PNRR – sotto la Missione 6 – Salute (pag. 143 o pag. 157 a seconda della bozza) – troviamo anche le linee guida del Ministero della Salute che riportiamo qui sotto:

Obiettivi generali della missione

  • Intervenire con azioni di rafforzamento sia del sistema ospedaliero sia, in particolare, della rete dell’assistenza territoriale, al fine di garantire omogeneità nella capacità di dare risposte integrate (di natura sanitaria e sociosanitaria), nonché equità di accesso alle cure.
  • Rafforzare la resilienza e la tempestività di risposta del sistema sanitario alle patologie infettive emergenti gravate da alta morbilità e mortalità, nonché ad altre emergenze sanitarie.
  • Dare impulso alla sanità digitale, disporre di soluzioni digitali per piani di presa in carico multidisciplinari e multiprofessionali in grado di integrare processi di cura ed assistenza, nonché di supportare la vicinanza e la comunicazione alle persone.
    • Promuovere e rafforzare il settore della ricerca scientifica, incrementando le risorse destinate alla ricerca biomedica e sanitaria anche attraverso la promozione di fondi equity e sviluppando le competenze che possano facilitare il trasferimento tecnologico.
    • Realizzare ospedali sicuri, tecnologici, digitali e sostenibili, con azioni miranti all’all’ammodernamento tecnologico delle strutture ospedaliere con particolare riferimento alle attrezzature di alta tecnologia e ad altri interventi orientati alla digitalizzazione delle strutture sanitarie.
    • Rafforzare la capacità, l’efficacia, la resilienza e l’equità del Paese di fronte agli impatti sulla salute, attuali e futuri, associati ai rischi ambientali e climatici.
    • Rafforzare la compagine del personale sanitario, anche sotto il profilo formativo al fine sviluppare le competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali dei professionisti del SSN nonché di colmare le carenze relative sia ad alcune figure specialistiche, sia nel campo della medicina generale.

Sempre in questa sezione il documento ci ricorda come:

L’Italia, infatti, si caratterizza per una popolazione con elevata speranza di vita alla nascita (circa 83 anni secondo la rilevazione Istat relativa al 2019) ………. e, al tempo stesso, per una spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL relativamente contenuta (pari al 6,5%, contro il 7,8% della media europea, il 9,6% della Germania e il 9,4% della Francia).

FIGURA 2.6.1: SPESA SANITARIA DEGLI STATI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA

Tradotto in parole povere, in Italia lo Stato spende circa €1.900 per abitante contro € 3.000 della Francia e circa €3.700 della Germania (vedi tabella qui sopra).

Qualche costatazione

  1. Sappiamo che gli stipendi lordi del personale sanitario (medici, infermieri, ecc.) non sono tra i più alti in Europa e abbiamo cercato in tutto il PNRR la voce Salari, Stipendi, Salariale e abbiamo trovato sol un piccolo accenno alla pag. 145. L’OCSE stima che lo stipendio medio di un medico in Italia è di € 75.750,46: cioè circa 2,5 volte il compenso medio nazionale, mentre il rapporto equivalente in Germania è di 3,5 (vedi tabella qui sotto). È pur vero che nel fare questi confronti bisognerebbe tenere conto anche di altri fattori come il Potere di Acquisto, il PIL ecc. di ogni Paese ma questi multipli ci danno una idea delle diverse politiche salariali.

 Non c’è dubbio che i compensi lordi del personale sanitario vanno tenuti in considerazione e finora poco si è detto.

2. Se spendessimo pro capite il 50% di quanto si spende in Francia, che ha un PIL più vicino al nostro, per avere un SSN “più moderno” ci vorrebbero circa €50 mld in più all’anno. Ammesso di trovare tutti d’accordo, come intendiamo finanziare questo incremento di spesa: spesa corrente o investimenti? (Capitale, debito e piani di ripresa e resilienza) Se con la spesa corrente, chiediamo: ma che fine ha fatto il progetto di Spending Review ossia di rivedere i nostri costi di spesa e della loro “reale” utilità? Inoltre, nell’ultima versione del PNRR sono stati enunciati tanti principi e un importo complessivo di fondi allocati, ma non ci sono dettagli, non c’è un progetto, un piano di lavoro, un traguardo di obbiettivi da realizzare.

3. Forse il MES ha vincoli che non piacciono (politici, ideologici…?) ma non c’è dubbio che nei prossimi anni dobbiamo trovare altri €45 mld per implementare il nuovo SSN proposto dal ministro Speranza e forse trovare altri €50 mld per allinearci ad un servizio sanitario simile a quello della Francia e della Germania.

Maurizio Liverani

Fonti:

https://www.aogoi.it/notiziario/recovery-fund/

https://www.corriere.it/politica/20_ottobre_22/speranza-riforma-65-miliardi-cambiare-sanita-6406fdbc-1498-11eb-945d-f4469a203703.shtml