Negli ultimi mesi si è sentito spesso parlare dei denari del “recovery fund” che arriveranno in Italia e in tempi più recenti sempre si sente sempre più parlare dei fondi legati al “recovery plan”. A questi termini si sono poi aggiunte delle sigle: NGEU – Next Generation Eu e poi PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Abbiamo infine sentito nelle ultime settimane che la caduta del Governo Conte è dipesa anche dalla gestione proprio del PNRR.

Ci siamo chiesti se l’impiego delle parole fund e plan fosse un tema solo lessicale e quale fosse poi il legame con le altre sigle e quindi se una più precisa definizione dei termini potesse aiutare a comprendere aspetti sostanziali per la vita dei cittadini negli anni futuri.

Per questo vi proponiamo una piccola sintesi per aiutare la comprensione di una materia un po’ complicata perché noi di Civicum riteniamo che la comunicazione e la comprensione siano importanti per promuovere la partecipazione e la consapevolezza dei cittadini alla vita dello Stato.

Recovery fund e Next Generation EU – NGEU

Con la locuzione “recovery fund” i media, i politici e diversi osservatori hanno impropriamente fatto riferimento al Next Generation EU, un programma straordinario di 750 miliardi di Euro volto a finanziare il rinnovamento e la ripresa dell’Europa.

Il “Recovery plan for Europe”, invece è il piano complessivo di interventi stanziato dal Consiglio Europeo il 17 e 21 luglio 2020 per far fronte alla crisi economica scatenata dalla pandemia di Covid-19.

Il Consiglio Europeo (organo dove partecipano i capi di governo dei paesi membri) ha infatti approvato un Piano per la ripresa Europea (Recovery plan for Europe) costituito dall’insieme degli stanziamenti e dei contributi relativi al bilancio settennale della Comunità (MFF – Multiannual Financial Framework, o QFP Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027) che ammontano a 1074,4 miliardi di Euro, ed il programma straordinario di aiuti Next Generation Eu per un ammontare pari a 750 miliardi di Euro.

Il Recovery plan for Europe (Piano per la ripresa dell’Europa) potrà avere una dotazione complessiva di 1.824,3 miliardi di Euro (1074,3 + 750 miliardi), che verranno ripartiti secondo 7 linee di bilancio come illustrato nella tabella seguente (Fonte:https://ec.europa.eu/info/strategy/recovery-plan-europe_it).

Come è finanziato il Recovery plan for Europe?

  • Il Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 – QFP o MFF verrà finanziato con la contribuzione dei diversi Stati (tariffe doganali e contribuzioni al bilancio comunitario)
  • Il programma straordinario Next Generation EU, fondi pari a 750 miliardi di Euro fornirà agli stati membri risorse sotto forma di sussidi e di prestiti e verrà finanziato mediante l’emissione di strumenti finanziari (obbligazioni) garantiti dalla Comunità.

Cos’è il PNRR?

Il programma Next Generation Europe è diverso dai tradizionali fondi comunitari, non solo perché sarà finanziato tramite l’emissione di strumenti di debito comunitario, ma anche perché opererà nell’ambito di una struttura (Dispositivo) : la Recovery and Resilience Facility (o Dispositivo europeo per la ripresa e resilienza) , che provvederà ad erogare fino a 672.5 miliardi di Euro (di cui 312.5 come sussidi e 360 come prestiti) subordinatamente alla elaborazione e presentazione di  progetti coerenti con gli obbiettivi della strategia di crescita e di ammodernamento delle strutture economiche e sociali comunitarie.

Il regolamento della Recovery and Resilience facility è stato appena approvato dal Consiglio Europeo il giorno 11 febbraio 2021 (https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2021/02/11/eu-recovery-package-council-adopts-recovery-and-resilience-facility/)

Per poter ottenere i sussidi e i prestiti ogni stato dovrà presentare un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) entro il mese di aprile 2021. La somma dei singoli PNRR costituirà la parte di spesa del Recovery and Resilience Plan finanziato dalla Recovery and Resilience Facility. Il PNRR deve illustrare nel dettaglio le iniziative ed i progetti dove si intendono investire i fondi richiesti, e fornire l’impegno di completare le iniziative entro il periodo del Quadro Pluriennale 2021-2027.

Oltre alla Recovery and Resilience Facility il NGEU comprende anche lo stanziamento di fondi specifici per progetti accessori come il ReactEu, lo Sviluppo Rurale e il Fondo per una Transizione Giusta (vedi tabella qui sotto):

Nell’ambito del NGEU all’Italia sono stati assegnati 83 miliardi di Euro di sovvenzioni e 127 miliardi di prestiti.

Il Consiglio dei Ministri italiano aveva approvato la seconda bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza il 12 gennaio 2021 (http://www.governo.it/it/articolo/comunicato-del-consiglio-dei-ministri-n-89/16017), che puntava ad investire 223 miliardi (inclusa la quota del ReactEu), a cui poi sono stati aggiunti 7 miliardi di fondi strutturali e 80 miliardi di risorse programmate dal bilancio nazionale, raggiungendo così l’importo complessivo di oltre 300 miliardi di Euro (vedi – Fig. 1).

Il nuovo Governo presieduto dal Prof. Draghi elaborerà un nuovo PNRR che andrà comunque presentato entro il mese di aprile 2021.

Quindi il Next Generation EU è una componente del Recovery plan for Europe. La parte principale del NGEU è rappresentata dalla Recovery and Resilience Facility  o Dispositivo Europeo per la ripresa e resilienza il PNRR è la quota nazionale dei piani di investimenti che attingono risorse dalla Recovery and Resilience Facility.

Edoardo Maria Toscani

Per approfondire:

https://ec.europa.eu/info/strategy/recovery-plan-europe_en

https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-recovery-plan

https://www.open.online/2021/01/15/covid-19-italia-cosa-e-il-recovery-plan/