La Giornata Mondiale dell’Ambiente, celebrata il 5 giugno, è stata l’occasione per fare il punto sulle politiche ambientali e transizione verde, con particolare riguardo al PNRR che orienta l’intervento pubblico dei prossimi anni. La maggior parte delle analisi mettono in evidenza luci e ombre, segnalando la insufficienza di risorse per alcuni capitoli (mobilità urbana, economia circolare).

Io vorrei soffermarmi su due punti.
Il primo è il ruolo degli investimenti privati. Infatti gli investimenti pubblici, per quanto poderosi, non sono sufficienti a sostenere la transizione verso un nuovo modello di sviluppo che tenga conto della sostenibilità ambientale e sociale, oltre che economica. Pertanto è necessario coinvolgere le risorse private, disegnando un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privato. Peraltro questa necessità è riconosciuta anche a livello europeo ed è il motivo per cui dal nome iniziale Green New Deal è caduto il termine “New”, che richiamava da vicino l’intervento pubblico roosveltiano .
Per coinvolgere in maniera volontaria e stabile i capitali privati, bisogna insegnare alle aziende, specie le piccole e medie, come misurare il ritorno economico degli investimenti verdi. Monetizzare i benefici economici materiali e immateriali è il passaggio per selezionare gli investimenti in sostenibilità come ogni altro investimento aziendale. A questo fine sono disponibili metodologie come Driver Value Model (Onu-Global Compact) e il ROSI ™ (New York University).

Il secondo punto è la necessità di far evolvere il sistema produttivo italiano in maniera da sviluppare tecnologie proprietarie e fornire i beni strumentali necessari agli investimenti verdi.
L’ultima Analisi Trimestrale del Sistema Energetico Italiano pubblicata da Enea riguarda il consuntivo 2020; per le tecnologie a bassa emissione di  anidride carbonica (accumulatori, veicoli elettrici a batteria ed ibridi, generatori eolici, solare termico, celle fotovoltaiche) il saldo fra esportazioni e importazioni è negativo per 1,1 miliardi di Euro, in crescita del 60% rispetto al 2019, ed è dovuto in gran parte ai veicoli elettrici ed ibridi (vedi capitolo 6.4)

Questo andamento mette in evidenza come la transizione verde potrebbe sostituire la produzione nazionale con le importazioni, impoverire il sistema industriale nazionale a favore di altri Paesi e mettere in conflitto la sostenibilità ambientale con quella socio-economica.
Di qui la necessità di una politica industriale mirata a sostenere la Ricerca e Sviluppo e la riconversione industriale. La relativa gioventù delle tecnologie legate alla decarbonizzazione e la loro crescente diffusione aprono all’Italia e all’Europa spazi per sviluppare tecnologia proprietaria destinata al sistema industriale interno e all’esportazione.    

Al momento il PNRR affronta marginalmente i temi della collaborazione pubblico-privato e della R&S orientata alla riconversione verde del sistema industriale. Tuttavia, si tratta di un processo pluriennale e c’è la possibilità di integrare questi temi nella fase di realizzazione e revisione del piano.  

Riferimenti:
ONU – Global Compact
https://www.unglobalcompact.org/library/811

ROSI ™
https://www.stern.nyu.edu/experience-stern/about/departments-centers-initiatives/centers-of-research/center-sustainable-business/research/return-sustainability-investment-rosi

 ENEA “Analisi Trimestrale del Sistema Energetico Italiano – I Trimestre 2021”
https://www.pubblicazioni.enea.it/le-pubblicazioni-enea/analisi-trimestrale-del-sistema-energetico-italiano/fascicoli-2021/analisi-trimestrale-del-sistema-energetico-italiano-i-trimestre-2021.html

Antonio Santospirito