Governi più stabili e PA più efficiente: la sfiducia costruttiva
Il Governo e la Pubblica Amministrazione


La Pubblica Amministrazione (PA) è il braccio operativo del governo, che ne indirizza il funzionamento attraverso i ministeri a cui i diversi settori della PA fanno capo.


Un governo stabile assicura continuità di indirizzo ed è importante ai fini di una PA efficace ed efficiente. “Spesso infatti aspetti pratici, burocratici e tecnici necessari per applicare e implementare le leggi sono affidati ad altri soggetti istituzionali, principalmente i ministeri. Questi si devono occupare dei cosiddetti decreti attuativi, provvedimenti necessari per completare gli effetti della norma stessa.” (https://www.openpolis.it/numeri/decreti-attuativi-il-98-e-ancora-da-adottare/).

Secondo alcune stime (Openpolis segnala il mancato aggiornamento dei dati ufficiali negli ultimi mesi), Il governo Draghi si ritrova oltre 500 decreti attuativi che il governo precedente non fatto in tempo a pubblicare. Il livello di servizio insoddisfacente della PA italiana è, almeno in parte, riconducibile alla instabilità dei governi. Confrontiamo Italia e Germania: dal 1949 in Germania si sono succeduti 8 cancellieri e 25 governi, mentre in Italia dal 1948 abbiamo avuto 33 Presidenti del Consiglio e 70 governi.


La Sfiducia Costruttiva

A partire dal dibattito dell’Assemblea Costituente, in Italia più volte è stato proposto di introdurre nella Costituzione della Repubblica l’istituto della sfiducia costruttiva (SC), il meccanismo che consente la caduta di un governo solo se contemporaneamente se ne vota un altro. In questo modo si evitano le crisi al buio, come quella che abbiamo vissuto con la fine del governo Conte II. Fra gli stati della UE, la SC è presente nei sistemi di tipo parlamentare di Belgio, Germania, Spagna e Ungheria, e nei sistemi di tipo semi presidenziale di Polonia e Slovenia. Fra queste esperienze, la configurazione tedesca sembra dare i risultati migliori. Dopo la seconda guerra mondiale, la SC è stata inserita nella costituzione tedesca (art. 67), tenendo presenti il dibattito e le proposte avanzate già durante la Repubblica di Weimar per rimediare alla fragilità di quei governi. Il Parlamento tedesco può togliere la fiducia al Cancelliere solo se entro 48 ore ne elegge un altro a maggioranza dei suoi membri. Questo meccanismo, insieme ai limiti allo scioglimento anticipato del Parlamento (art. 68), ha contribuito significativamente ai buoni risultati del sistema istituzionale tedesco. In Germania la SC è stata votata solo 2 volte, una con risultato negativo (1972)
l’altra con risultato positivo (1982), dimostrando il suo ruolo di filtro nei confronti delle crisi al buio in cui una maggioranza “distruttiva” trova l’accordo solo per far cadere il governo in carica, ma non è in grado di proporre un’alternativa.

Possibile utilizzo nell’ordinamento italiano

In Italia, dopo il dibattito all’Assemblea Costituente la SC è stata proposta ripetutamente, in varie configurazioni; ricordo, fra le altre, quelle della Commissione Bozzi (1983-1983), della Commissione De Mita Iotti (1992-1994), e del disegno di legge di revisione costituzionale del 2005 rigettato dal successivo referendum. Fino ad ora le proposte non hanno avuto successo e si è preferito intervenire sulla legge elettorale per migliorare la governabilità Tuttavia, visti i risultati ancora deludenti, l’introduzione della SC mi sembra ancora attuale .
Le implicazioni dell’introduzione della SC nell’ordinamento italiano sono importanti e meritano di essere tenute in considerazione nel disegno dei meccanismi operativi: – voto del Parlamento in seduta congiunta – stretta vicinanza temporale fra voto di sfiducia al vecchio governo e voto di fiducia al nuovo – riduzione dei poteri del Presidente della Repubblica nella scelta del Presidente del Consiglio – rapporto di fiducia del Parlamento con il Presidente del Consiglio, e non con il governo nella sua collegialità
Tuttavia non mi sembrano tali da sconsigliare questo istituto.
La sfiducia costruttiva contribuirebbe a limitare la fragilità dei governi italiani, assicurando loro un orizzonte temporale sufficiente a realizzare le riforme di cui si parla da troppo tempo, ed a favorire la loro attuazione lungo i rami della Pubblica Amministrazione fino ad arrivare ai cittadini.


Riferimenti
Matteo Frau: Le origini weimariane del voto di sfiducia costruttivo e la prassi applicativa, Rivista telematica dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti n.3/2012
Lorenzo Spadaccini: Sfiducia costruttiva ed integrazione del Senato nella proposta del PD, ottobre 2020 – Federalismi.it


Antonio Santospirito – socio Civicum