L’inizio, nel 2004, è stato un deposito polveroso e metri cubi di carta: il bilancio del Comune di Milano.
Dopo un paio di anni di studi e ricerche i bilanci, non solo di Milano, ma anche delle principali aree metropolitane italiane, erano leggibili con poche slide riassuntive, erano paragonabili i servizi e i loro costi, i livelli di tassazione e gli altri introiti di tali comuni, come pure delle loro principali società municipali.

Fare questo è costato lavoro, collaborazioni con Istituti universitari e Centri di ricerca, con società di consulenza. Soprattutto è stata necessaria la passione e la idea che questo Paese è migliorabile, anche per convincere docenti universitari e professionisti a credere in queste nostre iniziative.

Oggi però più di allora il Paese è in crisi. Il pessimismo, la paura, una sorta di fatalismo lo bloccano.

E’ necessario riprendersi il futuro, la speranza, la convinzione che sempre la fatica, la dedizione, lo sforzo quotidiano e ripetuto alla fine fa arrivare ai propri obiettivi. Come lo scalatore che non vede più la cima che sia avvicina ma sa che a un certo punto il passo non sarà più in salita. L’azione di CIVICUM vuole dare corpo a questa speranza di riprendere il cammino. Noi speriamo che lungo il percorso altri camminatori si uniscano. Che questa storia possa essere raccontata.

Cosa abbiamo in mente come associati di Civicum? Una società aperta, aperta al merito, alle pari opportunità (non egalitarista), alle diversità, una società che guardi a chi è nato da poco e a chi deve ancora nascere, anche se non rappresenta un centro di potere o un voto, perché anche grazie a questo è una reale speranza di innovazione e di crescita.

Per questo pensiamo che ci sia continuità tra quello che la Fondazione CIVICUM ha fatto “torturando” i numeri e quello vuole fare ora che ora, con il vostro aiuto.