Intervista a Giuseppe Santagostino – (Lista PD per Giuseppe Sala) e Gianmarco Senna – (Lista Lega per Luca Bernardo)

In vista delle elezioni amministrative 2021 abbiamo posto alcune domande a due candidati al consiglio comunale di Milano, per conoscere meglio i piani e le idee che propongono per il futuro due dei principali schieramenti contrapposti alle urne.

1. L’ULTIMO ANNO E MEZZO HA LASCIATO UN SEGNO INDELEBILE SUL PAESE. MILANO HA SAPUTO REAGIRE, MA È INDISPENSABILE CHE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE NON SMETTA DI FAR SENTIRE LA PROPRIA VICINANZA AI CITTADINI, LAVORANDO CON LE ISTITUZIONI COMPETENTI (A LIVELLO STATALE E REGIONALE) PER POTENZIARE LA RETE SANITARIA SUL TERRITORIO E IL SISTEMA DI INCENTIVI/CONTRIBUTI RIVOLTI A FAMIGLIE E AZIENDE. QUALE CURA PROPONETE PER CONTRASTARE LE RIPERCUSSIONI CHE INEVITABILMENTE SI MANIFESTERANNO A MEDIO PERIODO SUL TESSUTO SOCIO ECONOMICO DELLA CITTÀ?

SANTAGOSTINO  Anche se non esiste una vera competenza dei Comuni sull’organizzazione sanitaria è vero che esiste un’emergenza sociale che precede il bisogno immediato di cure e la cui assistenza è in capo alle amministrazioni: anche questa assistenza alle fasce più deboli, spesso monetizzata e altrettanto spesso delegata ad associazioni in appalto, proprio durante il Covid ha mostrato  alcuni  limiti  dell’organizzazione milanese, posizionata anch’essa lontana dal bisogno e comunque con risposte a macchia di leopardo. Ciò si è sommato al deficit organizzativo regionale che in questi anni ha creato un buco tra il medico di famiglia, figura quanto mai burocratizzatasi, e l’ospedale i cui Pronto Soccorso sono diventati l’unico presidio territoriale, spesso lontano e non idoneo ad affrontare emergenze di grado minore. La somma delle due evidenti disorganizzazioni pubbliche e la contemporanea evidenze delle necessità cui dovrebbero far fronte, spingono a immaginare un’azione congiunta territoriale per organizzare forme di presidi medico-assistenziali comuni aperti in forma continuativa e prolungata in grado di affrontare le emergenze sanitarie che eccedono gli orari d’ufficio oggi permessi in modo improvvido ai medici di famiglia e che graverebbero inutilmente sui PS generando ritardi e confusione. La stessa territorializzazione del servizio va studiata anche per le cronicità e le riabilitazioni minori, confidando che una diversa organizzazione del medico di famiglia in forme poliambulatoriali e lo sviluppo della telemedicina offerto dai fondi PNRR contribuiscano a rendere meno oppressiva la domanda e meno farraginosa la risposta. Se a ciò sommiamo che nei quartieri popolari la scomparsa del commercio minuto ha creato una falla nei contratti commerciali dei Piani Terra, ecco che il reperimento degli spazi da rendere idonei per questi servizi di prossimità potrebbe risultare facilitata e non onerosa: per l’equilibrio economico dell’operazione credo che un attento esame delle partite contabili delle due amministrazioni comunale e regionale permette sicuramente di trovare le voci di spesa oggi vanamente allocate e, ove queste non bastassero, anche aiuti stabili dal settore privato che notoriamente a Milano è sempre stato prodigo verso il bisogno.

SENNA  La recente pandemia è stato un evento assolutamente inaspettato e di straordinaria portata. Tutto il mondo era impreparato ad affrontare una crisi sanitaria ed economica di questo tipo. In particolare, la Lombardia ha pagato il fatto di essere stata la prima Regione italiana ad essere colpita, i primi tragici focolai hanno mietuto qui in numero di vittime enorme; e la Lombardia, per prima, ha dovuto trovare il modo di gestire la crisi e trovare le modalità di superarla. Nel pugilato si dice che un campione lo riconosci non da come colpisce, ma da come si rialza dopo aver incassato un colpo: bene, la Regione Lombardia ha incassato un colpo durissimo, ma ha saputo rialzarsi e reagire e ora è la prima Regione italiana per vaccinati. Non solo – e qui rispondo alla domanda sulla possibile cura per contrastare le ripercussioni sul tessuto socio-economico – la soluzione, la cura, è rialzarsi, reagire e mettere in campo tutti gli strumenti sociali ed economici per rispondere alla crisi. Regione Lombardia lo ha fatto, al contrario del Comune di Milano, investendo nel territorio; sostenendo economicamente e socialmente imprese e cittadini; mettendo in campo un piano di vaccinazioni straordinario.  La cura, quindi, è rialzarsi e reagire.

2. IL RECOVERY PLAN APPROVATO DALLE ISTITUZIONI UE HA AVVIATO UNA NUOVA STAGIONE DI INVESTIMENTI PER I PAESI EUROPEI. A LIVELLO NAZIONALE, COSÌ COME A LIVELLO LOCALE. LA PROSSIMA AMMINISTRAZIONE COMUNALE SARÀ CHIAMATA ALLA SFIDA DEL CORRETTO UTILIZZO DEI FONDI INDIVIDUATI NEL PNRR E NEI PIANI COMPLEMENTARI. QUALI SONO LE PRIORITÀ DI INVESTIMENTO E I PRINCIPALI PROGETTI INDIVIDUATI NEL VOSTRO PIANO PER LA CITTÀ DI MILANO? COME VI IMPEGNERETE A GARANTIRE CORRETTEZZA E TRASPARENZA DELLA SPESA PUBBLICA?

SANTAGOSTINO   Per specifica competenza professionale (per lavoro mi occupo di sistemi di pompaggio e risparmio energetico connesso all’uso dell’acqua) ho dedicato i passati cinque anni nel promuovere presso tutte le istituzioni milanesi (Comune, Città Metropolitana, MM, CAP, AMAT) l’applicazione delle leggi esistenti (l’attuale 110% è l’evoluzione di una legge del 2016 su climabonus e sismabonus) agli immobili pubblici, siano essi quelli per servizi o gli ERP dell’edilizia popolare, cercando di sdoganare la forma di appalto più efficiente oggi a disposizione partendo dal risparmio energetico, ovvero i Project energetici che, senza oneri per gli Enti, consentono di effettuare da subito le trasformazioni che diminuiscono costi energetici ed emissioni e si ripagano da soli. Il PNRR si inserisce in questa direzione, specie nella riqualificazione degli immobili di edilizia popolare dove stanzia da qui al 2026 250 mln € anno. Data la mia esperienza precedente posso affermare che il vero problema per i percorsi di efficienza e contenimento delle emissioni risiede nella macchina burocratica del Comune e dalla sua refrattarietà nel ragionare in termini di conseguimento degli obiettivi, ovvero la logica del PNRR. Quindi il maggiore impegno – tracciata la strada maestra della transizione ecologica – è quella di far scendere sul terreno il maggior numero di opere possibili con le procedure concorrenziali più efficaci, svincolandosi dalla logica attuale degli appalti tradizionali che, oltretutto, la macchina pubblica non è in grado di controllare se non in modo approssimativo: le procedure in project, meglio se frazionate in macrolotti non aggiudicabili in modo cumulativo al fine di coinvolgere in modo esteso l’intero tessuto produttivo milanese, credo siano la soluzione maestra in ambito di riqualificazione energetica come dimostra l’appalto per il rifacimento delle scuole superiori per 57 mln € indetto da Città Metropolitana sulla traccia di gara preparata da Fondazione Cariplo con vincolo di risparmio del 35% rispetto ai valori correnti.

SENNA  Il Recovery Plan rappresenta uno strumento straordinario messo in campo per rispondere ad una situazione straordinaria, un’iniezione di risorse aggiuntive mai vista prima in Europa. E nel Governo che dovrà gestire questo strumento la Lega c’è e sta facendo la sua parte nel programmare correttamente l’utilizzo di queste risorse. L’impatto su Milano del Recovery Plan sarà importante se le risorse verranno utilizzate bene. E utilizzare bene le risorse significa definire correttamente le priorità. Le nostre? In sintesi queste:

  • sostenere il tessuto produttivo della città, in particolare il settore del commercio, dei servizi, dell’hospitality, che hanno pagato un prezzo altissimo a causa del lock down; questi settori sono la spina dorsale dell’economia milanese, oltre a svolgere un ruolo sociale, garantendo alla città vitalità e presidio del territorio;
  • potenziare la fruibilità e vivibilità quotidiana del territorio, garantendo trasporti efficaci e puntuali, vie e piazze decorose e manutenute, presidiate di giorno e di notte, parchi e aree verdi fruibili e ben tenute, e creando, per chi vive la città e ci lavora, un contesto di efficienza e sicurezza;
  • sostenere e rilanciare la tradizionale vocazione internazionale di Milano: grandi eventi, fiere internazionali, turismo internazionale, investimenti internazionali, devono e possono essere incrementati, attratti e gestiti con la massima efficacia e trasparenza;
  • potenziare le azioni a sostengo dei cittadini che si trovano in difficoltà economica, aumentati dopo questa crisi pandemica;
  • assicurare che Milano sia una città accessibile a tutti. Ad esempio, in pieno centro storico nel Municipio 1, sono presenti ancora moltissime barriere architettoniche che non consentono ai portatori di disabilità di fruire della città nella vita quotidiana e questo è inaccettabile.

3. LA SOSTENIBILITÀ È SEMPRE DI PIÙ UN TEMA CENTRALE DELL’AGENDA DELLE AMMINISTRAZIONI EUROPEE. PER I MILANESI LA PAROLA “SOSTENIBILITÀ” SI ACCOMPAGNA SPESSO CON “MOBILITÀ”. QUALI CAMBIAMENTI POSSONO ESSERE INTRODOTTI NEI PROSSIMI CINQUE ANNI, PER CONTRIBUIRE A DARE UN VOLTO NUOVO ALLA CITTÀ?

SANTAGOSTINO  L’occasione offerta dalla trasformazione degli Scali Ferroviari ha posto in luce che ogni operazione sulla mobilità deve svincolarsi dall’attuale sindrome dell’assedio milanese ed aprirsi all’integrazione metropolitana: in questa direzione l’operazione di ridefinizione delle fasce tariffarie metropolitane ha segnato un primo punto a favore di questa logica. Manca a mio avviso una politica più incisiva  sul trasporto ferroviario  come la possibile Circle Line sulla linea degli Scali Ferroviari in integrazione con le linee metropolitane, operazione rimasta sin qui nella penna degli accordi con il Gruppo FS, ed i relativi parcheggi di corrispondenza; manca una politica degli hub di interscambio merci gomma, ferro, aereo e, nel mio sogno idraulico, acqua che riduca nelle parti maggiormente dense di Milano e Comuni metropolitani la circolazione di mezzi pesanti; manca una politica che riduca la frammentazione degli operatori commerciali e delle loro consegne, e imponga tipologie sostenibili nei mezzi impiegati nella circolazione cittadina. Chiaramente le mancanze lamentate nascono da una visione delle politiche di trasporto su scala metropolitana e regionale e presuppongono che vengano superate in qualche modo le attuali frizioni tra gli Enti territoriali essendo evidente che proprio le politiche sulla mobilità per poter essere efficaci devono avere il respiro più ampio di quello attuale: ciò può avvenire solo superando l’attuale incomunicabilità ideologica fra Comune e Regione, affare questo assai poco milanese perché punta più a sancire differenze che a trovare soluzioni e impedisce di fatto che sulla mobilità si possa giungere a soluzioni radicali.

SENNA   La parola sostenibilità, purtroppo, negli ultimi dieci anni, ha finito per diventare uno slogan vuoto, spesso riempito dalla sinistra milanese con progetti e iniziative di facciata, costose e spesso del tutto non sostenibili dal punto di vista economico, oltre che prive di effetti reali dal punto di vista ambientale.

La sostenibilità, per essere davvero sostenibile, deve essere declinata in progetti che rispettino tre criteri:

  • essere realmente efficaci in termini di riduzione di emissioni di CO2 e di impatto ambientale;
  • essere sostenibili in termini economici, perché a scrivere libri dei sogni siamo bravi tutti;
  • essere condivisi con la cittadinanza, mai imposti alla cittadinanza.

La sostenibilità va quindi declinata in progetti che rispettino questi criteri. Vi faccio un esempio per farvi capire il nostro approccio alla sostenibilità, un esempio che tutti i cittadini che incontro mi portano come un caso emblematico di “cattiva gestione” da parte dell’attuale amministrazione milanese in tema di sostenibilità: le nuove “piste ciclabili”. Le abbiamo viste comparire ovunque nella nostra città durante il lock down. Noi non siamo contro la mobilità sostenibile e l’utilizzo delle biciclette. Siamo contro “piste ciclabili” che non sono piste ciclabili, ma linee tracciate male sull’asfalto, poco sicure per chi va in bicicletta e per chi va in auto, senza criterio, che si interrompono improvvisamente contro muri o alberi. Noi diciamo un forte “SÌ” alla mobilità sostenibile, ma un altrettanto forte “NO” a spot elettorali che mettono in pericolo ciclisti, automobilisti e pedoni.

Per conoscere le risposte dei due candidati alle seguenti domande clicca qui

4. IL TESSUTO URBANO DI MOLTE GRANDI CITTÀ EUROPEE E MONDIALI SCONTA UNA GRANDE DISOMOGENEITÀ TRA CENTRO E PERIFERIA, CHE TROPPO SPESSO È VISTA COME INEVITABILE. QUAL È IL VOSTRO IMPEGNO PER MIGLIORARE IL LIVELLO DI WELFARE DEI 9 MUNICIPI MILANESI? IL QUARTIERE PUÒ DIVENTARE IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER L’ACCESSO AI SERVIZI DA PARTE DEL CITTADINO, IN UN’OTTICA DI PROSSIMITÀ?

5. MILANO VUOL DIRE ANCHE UNIVERSITÀ E LAVORO. PUNTO DI ARRIVO PER MIGLIAIA DI GIOVANI CHE PORTANO ENERGIE E NUOVE PROSPETTIVE. QUALI RISPOSTE POSSONO ESSERE DATE PER UNA CATEGORIA SPESSO POCO ASCOLTATA, CHE CHIEDE INCENTIVI ALLO STUDIO, ALL’ACCESSO AL MONDO DEL LAVORO E ALLA CASA?

6. LA VOCAZIONE INTERNAZIONALE DI MILANO HA GARANTITO INVESTIMENTI IMPORTANTI ANCHE DAL SETTORE PRIVATO, ATTRATTO DALLE OPPORTUNITÀ E DAI GRANDI EVENTI OFFERTI DALLA CITTÀ, CHE NEL 2026 OSPITERÀ – INSIEME A CORTINA – LE OLIMPIADI INVERNALI. QUALI STRUMENTI INTENDETE METTERE IN CAMPO PER FAR CRESCERE ULTERIORMENTE L’ATTRATTIVITÀ E LE SINERGIE TRA PUBBLICO E PRIVATO?