Dobbiamo grande riconoscenza ai greci che per primi hanno teorizzato  e sperimentato la democrazia. Molto dobbiamo anche alla Serenissima per il suo straordinario modello di democrazia che ha funzionato per oltre mille anni.  Altre forme di democrazia sono state tentate nel corso della Storia, solo una però si è dimostrata sufficientemente credibile da essere adottata da quasi tutti i popoli moderni: la democrazia liberale formatasi nel corso della rivoluzione industriale e sulla base dell’illuminismo inglese. L’altro grande Paese illuminista, la Francia, ci ha abituato a pensare alla democrazia come una successione di riscritture  della Costituzione ed è ormai arrivata alla quinta repubblica.

Il progetto Constitute di Google sta completando la mappa temporale delle Costituzioni  dalla quale deduciamo la «timeline» dell’espandersi delle Costituzioni:

I 5 Early adopters (prima del 1800):

UK dal 1215
USA dal 1787
Francia 1791
Olanda 1795
Svizzera 1798

I 38 Followers (1800-1900) – Un secolo nel quale le Costituzioni si moltiplicarono di otto volte

Spagna Svezia Norvegia Liechtenstein Portogallo
Grecia Belgium Italia Danimarca Canada
Lussemburgo Polonia Romania Bulgaria Haiti
Paraguay Argentina Cile Messico Brasile
Bolivia Perù Colombia Ecuador Uruguay
Venezuela CostaRica Salvador Rep.Dominicana Guatemala
Honduras Nicaragua Honduras Liberia Giappone
NuovaZelanda Tonga Australia universalmente riconosciuto essere dall’alto in basso

 

I 151 Constitution boomers (dal 1900 a oggi) che hanno quasi completato l’espansione su tutto il Globo, un centinaio entro il ‘900 e altre circa 50 dal 2000 ad oggi.

Salvo qualche rara eccezione il metodo di governo regolato dalle Costituzioni è dunque diventato uno standard globale anche se probabilmente non tutte le Costituzioni pongono al centro il Cittadino e i suoi Diritti.

É universalmente riconosciuto che la Magna Charta del 1215 è il documento iniziatore della lenta e progressiva cessione del potere verso i Cittadini: la chiamiamo Democrazia. La Costituzione è quindi un’invenzione anglosassone eppure curiosamente gli inglesi non ne hanno mai scritta una per sé.

La Costituzione ha sostituito il millenario standard di governo piramidale al cui vertice stavano gli autocrati. Il Diritto é nato ben prima delle Costituzioni e aveva la funzione di rendere piú efficiente  l’azione di comando dei governanti. Col tempo questi scoprirono uno sgradevole effetto collaterale del Diritto: limitava il potere degli autocrati. Poi è arrivata la Democrazia che ha introdotto un metodo meno tragico per sostituire i governanti: prima di allora erano rimuovibili quasi solamente per morte naturale o violenta.

Con la preordinata e veloce rotazione dei vertici, la democrazia ha acquisito una più efficace capacità di adattamento all’evoluzione del contesto. É possibile dare una dimensione quantitativa alla flessibilitá contando le modifiche alle Costituzioni:

 

Si tratta di un campione non necessariamente rappresentativo dei circa 200 Paesi considerati, ma utile ad evidenziare alcune caratteristiche:

  • La verbosità (colonna 3) è indice di un maggiore dettaglio normativo che di per sè induce cambiamenti frequenti, ma complessi e lenti
  • L’eccezionale verbosità dei casi UK e NewZeland dipende probabilmente dal fatto che, in assenza di un solo testo costituzionale, fanno riferimento a numerosi documenti.
  • Alcuni Paesi hanno addirittura riscritto la loro Costituzione; sull’opposto versante il Giappone non ha cambiato nulla di un documento che è molto breve.
  • I campioni del cambiamento potrebbero essere: Svizzera, Nuova Zelanda, Norvegia, UK, Svezia, Canada e Germania. Oppure tenendo conto della verbosità i soli Paesi: Svizzera, Norvegia e Canada.
  • Al contrario i Paesi nella seconda metà della tabella mostrano un grado di verbosità tendente ai minimi il quale probabilmente implica un minor numero di interventi di adattamento ed esprime una maggiore propensione ad interpretare caso per caso i princìpi fondanti.

Naturalmente l’esercizio statistico non ha alcuna pretesa di scientificità e ha l’unico scopo di evidenziare alcuni fattori che, combinando il numero di cambiamenti alla verbosità, potrebbero qualificare la propensione a cambiare,  per esempio:

  • il Canada presenta un proporzione, fra la minore verbosità del campione e il pur basso numero medio di emendamenti, che può essere interpretata come elevata propensione all’adattamento così come la Svizzera che ha una verbosità leggermente sopra la media ma un numero di cambiamenti molto elevato.
  • Il Giappone invece non ha alcuna propensione al cambiamento forse legata alla bassa verbosità; nella stessa direzione è la Francia che mostra una verbosità nella media e anche un numero medio di modifiche il che segnala una relativamente bassa propensione al cambiamento, la quale andrebbe però corretta al positivo perché ha avuto il coraggio di riscrivere la costituzione.