Per un civitese benessere vuol dire sentirsi bene, ma quanto bene? Da molti decenni usiamo l’indicatore sintetico PIL (Prodotto Interno Lordo) che misura i redditi dei Cittadini. I civitesi preferiscono la sua forma pro-capite perché è facile confrontarlo con le «entrate» personali. Tutti sappiamo peró che è un indicatore impreciso e insufficiente a rappresentare tutte le sfaccettature del benessere. Recentemente l’OCSE[1] ha messo a punto un ventaglio di undici indicatori, incluso il reddito, che rappresenta lo stato di benessere di un Paese, delle sue Regioni, anche delle Cittá principali, in forma pro-capite: il Better Life Index.
Questo indice è stato integralmente adottato dalla Nuova Zelanda per il proprio bilancio annuale[2]. L’Italia ha costruito un proprio indice, il BES (Benessere Equo e Sostenibile), ispirandosi al Better Life Index. La speranza dei civitesi è che venga integralmente adottato anche dall’Italia per consentire un piú efficace confronto fra Paesi e inoltre potrebbe avvalersi di un organismo terzo certamente piú efficiente e credibile di 35 Uffici Economici, uno per Paese. Anche CIVICUM lo ha adottato per confrontare le performance degli Stati, delle Regioni e delle Principali Cittá.

——NOTE——
[1] Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che raggruppa il circa 35 Paesi ad economia avanzata.
[2] Possiamo correttamente una il termine bilancio perché la Nuova Zelanda ha un effettivo bilancio che include anche lo Stato Patrimoniale. Pochissimi Paesi lo fanno in questo modo, completo e rispettoso dei principi contabili internazionali.