Le organizzazioni sociali tribal-primitive sono fondate sull’uguaglianza di religione, di etnia, di opinione, di condizioni personali e sociali, di razza, di sesso, di lingua. I diversi venivano fisicamente eliminati, forzosamente convertiti o esiliati. La pulizia sociale era eseguita ad opera di corpi militarizzati di guardie morali come quelle rosse, brune, nere, come i pasdaran, i jhadisti, i picciotti della mafia.

La forma organizzativa «democrazia» è invece basata su un principio rivoluzionario in profonda discontinuitá con il modello tribale: riconosce le diversitá di ognuno e il diritto di essere diversi senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (cit. Articolo 3 della Costituzione Italiana). Per decine di migliaia di anni il semplice modello tribale dell’omogeneitá e dell’uguaglianza identitaria ha funzionato perfettamente rimuovendo alla radice le complessitá derivanti dalle diversitá.

La novitá rivoluzionaria introdotta dal modello organizzativo «democrazia» sono gli accordi fra persone: la legge. I «tutti diversi fra loro», gli individui, si riconoscono parte della comunitá in quanto fermamente hanno fiducia che tutti i concittadini rispettino le leggi che altro non sono se non accordi di convivenza. La caratteristica distintiva delle leggi è che sono state inventate dai Cittadini stessi e che le possono cambiare quando lo ritengono opportuno. Questa è una flessibilitá esclusa dai sistemi verticistici tribali, ma anche una sofisticazione relazionale che non è alla portata, o nell’interesse, di tutti i partecipanti.

La comparsa del modello organizzativo «democrazia» improvvisamente elimina la lotta fra i diversi e gli uguali, comunque organizzati anche in caste e corporazioni. Anzi elimina i monolitici uguali e introduce la societá orizzontale e granulare che si contrappone alla societá verticale del capo e della omogeneitá culturale familistico-tribale.

Un’ultima osservazione: in alcune societá, formalmente organizzate secondo il modello democratico, è frequente il richiamo quasi sacrale al principio di uguaglianza. Spesso in queste societá sono ancora molto diffusi comportamenti antidemocratici e coerenti col modello familistico e con lo spirito di clan. Non si puó escludere che tali comportamenti siano residui di un’epoca passata che stiano progressivamente sparendo. La storia insegna peró che le tragiche tirannie del secolo scorso sono tentativi di restaurazione dei sistemi tribali spesso facilitati dagli stessi Cittadini che li preferiscono[1] alle incertezze e alle sfide dei sistemi democratici.

——NOTE——

[1] Le preferenze sono il prodotto di motivazioni complesse non sempre consapevoli, moto studiate, che spaziano dalla percezione di sicurezza offerta dal consueto, dall’incertezza del nuovo o dalla semplice pigrizia verso il cambiamento non indispensabile.