La parola «standard» deriva da stendardo: quel simbolo  che identificava il Principe e tutti i simili a lui subordinati, il Principe era il loro punto di riferimento.  Nel tempo il concetto  si è evoluto in regola imposta dal Principe a tutti i suoi subordinati, per esempio la moneta veniva coniata secondo una forma prestabilita che spesso includeva l’effige del Principe. Nel tempo gli standard hanno mantenuto  il significato di «modelli di riferimento» che evitano di reinventare l’acqua calda, ma hanno perso la caratteristica di essere imposti a tutti, ora vengono adottati solo da quelli che ritengono di trarne un vantaggio, di solito efficienziale.

I  Romani, magnifici ingegneri, hanno portato nel mondo l’incredibile efficienza prodotta dalla loro più formidabile invenzione: gli standard. Uno dei più duraturi è probabilmente lo scartamento ferroviario[1],  in anticipo di secoli  sulle locomotive. Fin da tempi lontanissimi le persone e gli animali percorrevano ininterrottamente i sentieri della Terra, i Romani però volevano trasferire velocemente eserciti e carichi pesanti a centinaia, migliaia di chilometri di distanza su una rete che andava dal Pakistan a Finisterræ[2]. Anche in questo caso i Romani più che inventare normalizzarono l’esistente [3] :

  • Carregiata: i carri dovevano potersi incrociare nei due sensi di marcia, perciò decisero che dovevano avere una larghezza standard e che le strade avessero una stessa larghezza ovunque e sufficientemente ampia da far passare due carri senza intoppi. Ancora oggi si usa la stessa parola (carreggiata) per definire la larghezza della corsia di marcia e la larghezza dei carri o meglio la distanza delle ruote sullo stesso asse, per le ferrovie: scartamento.
  • La proto-democrazia del chi-ci-sta-ci-sta[4]: per i Romani il traffico militare aveva assoluta precedenza sul variegato traffico civile e commerciale che doveva prontamente cedere il passo, se i cari non rispettavano gli standard dovevano uscire dalla carregiata con grandi difficoltà e perdite di tempo. Forse anche per questo, progressivamente e spontaneamente, i civili aderirono agli standard militari che rendevano tutti più efficienti.
  • Durata: anche i metodi di costruzione erano standardizzati così che la superficie delle strade aveva caratteristiche costanti, indipendentemente da quelle del suolo sul quale poggiavano. Non solo, la standardizzazione facilitava l’addestramento dei costruttori che velocemente stendevano chilometri e chilometri di strade senza diminuirne la stabilità e la resistenza. Molti ponti e strade ancora sorreggono le moderne strade asfaltate.
  • Efficienza: velocità di trasferimento e i minori costi di manutenzione non erano i soli benefici: anche la guida dei carri risultava più semplice e sicura. Le ruote infatti erano «invitate» a passare sempre sulla stessa traccia scavando una sorta di binario nelle pietre. A Pompei si possono ancora vedere i passaggi pedonali sopraelevati che consentivano il passaggio dei soli carri a carreggiata standard e che evitavano ai pedoni di insozzarsi con i liquami del fondo strada.

Gli ingegneri Romani non solo uniformarono i carri e le strade, ma anche i comportamenti dei cittadini con il più Grande Standard Civico del mondo: il Diritto. Pare che il Diritto scritto sia stato inventato da Hammurabi intorno al 1700 aC. Anche in questo caso i Romani non inventarono molto, ma ne fecero uno standard (la Pax Romana) la cui applicazione era garantita da un apparato giudiziale il cui funzionamento era ovunque lo stesso.

L’invenzione degli standard fu probabilmente il più grande contributo mediterraneo all’occidente e sopravvisse anche dopo la caduta dell’Impero. L’Europa raccolse il testimone e produsse altri standard meravigliosamente efficaci e duraturi. Per esempio, i caratteri di questo post, dei libri, dei giornali, di qualsiasi scritto occidentale sono tutti direttamente derivati dalle «caroline», le lettere codificate da Carlo Magno, che consentirono di essere scritte e lette da tutti. Lo stesso accadde per la lira (la libbra d’argento) che era l’unità di misura del denaro valida ovunque (alcuni ricordano ancora la lira sterlina, la lira turca, ecc.).

Per Civicum gli standard sono strumenti essenziali per:

  • l’efficienza
  • la trasparenza mirata al confronto delle soluzioni organizzative e delle loro performance
  • il veloce trasferimento delle conoscenze solidificate nelle soluzioni.

Le iniziative di Civicum sono quasi sempre incentrate sugli standard come i Rendiconti dei Comuni (RCC), i Rendiconti degli Uffici Periferici (REI Rendiconti Economici Integrati), altri sono in corso di sviluppo insieme all’Amministrazione Pubblica.

——NOTE——

[1] Lo scartamento ferroviario è la distanza fra i binari (mediamente 1,435m)

[2] Si ritiene che questa mappa sia una copia medievale di un grandioso originale romano.

[3] Il significato tradizionale della parola «norma»  (regola) è quello di «consuetudine ripetitiva» e di «comando verticale, dall’alto».

[4] Il principio granulare «chi-ci-sta-ci-sta» è una emergente forma di democrazia non sempre gradita agli Stati, anche se si dichiarano democratici. Nella maggior parte dei Paesi l’idea di Stato è ancora fondata sul principio della totalità: le sue delibere devono essere rispettate da tutti, anche se inadatte alle caratteristiche dello specifico luogo, e inoltre non c’è limite a cosa lo Stato centrale possa deliberare.