Il 15 marzo il  Parlamento Europeo ha confermato la scelta di Amsterdam come nuova sede dell’ EMA, sia pure criticando le modalità della scelta stessa e ponendo alcune condizioni sui tempi e sui costi per EMA.

A questo punto possiamo riflettere su quanto abbiamo imparato da questa vicenda.

1) La scelta di Amsterdam è avvenuta sulla base di una documentazione lacunosa o fuorviante,  come è stato evidenziato dallo scambio di corrispondenza fra Civicum e il Consiglio Europeo (https://www.asktheeu.org/en/request/new_ema_offices_in_amsterdam#outgoing-10297).

2) La pressione da parte italiana ha portato le istituzioni europee a prendere impegni per evitare costi impropri a carico di EMA e quindi dei cittadini-contribuenti.

3) Le decisioni a livello comunitario sono importanti per indirizzare l’uso delle risorse pubbliche e, pertanto, richiedono la presenza continua ed efficace dei nostri rappresentanti presso gli organismi europei.

4) I cittadini-contribuenti, da parte loro, devono dedicare attenzione alla gestione delle risorse pubbliche anche a livello comunitario, per evitare sprechi e servizi di bassa qualità.

5) Ci sono gli strumenti per monitorare le scelte degli organismi comunitari e Civicum è impegnata a farne buon uso.