Ciascuna delle tre parole:

  • separa i comportamenti in due categorie: leciti e illeciti
  • per ciascun comportamento prevede un vantaggio o uno svantaggio.

Forse anche per questa similitudine le tre parole possono sembrare sinonimi, ma la somiglianza o la differenza dipende dal punto di vista di chi ha scelto quale parola prevale sulle altre.

Morale

Chi crede nella prevalenza della morale, immagina un mondo molto omogeneo nel quale l’etica e la legge sono parole che esprimono lo stesso concetto. Molti secoli fa è iniziato un dibattito sulla separazione fra Stato e morale che non è ancora finito, ma recentemente un autorevole rappresentante della chiesa cattolica ha confermato un chiaro punto di vista: «la morale è ciò che è dovuto a Dio e l’etica è ciò che è dovuto agli uomini». Secondo questa interpretazione la morale sarebbe l’insieme delle regole che discendono dall’alto il cui rispetto implica un vantaggio superiore (che si realizza nell’aldilà) e un vantaggio socio-antropologico: gli individui che credono nella stessa morale hanno una forte fiducia reciproca che è prerequisito essenziale per una solida coesione sociale. L’efficacia sociale della morale si manifesta però solo entro i limiti delle sue caratteristiche specifiche, ad esempio:

  • La totalità e l’immutabilità – Le morali, incluse quelle ideologiche, mirano alla massima omogeneità sociale cioè a normare dettagliatamente tutti i comportamenti. L’eccessiva uguaglianza esclude le diversità e perciò produce immutabilità, prova ne è che le morali tendono ad essere leggi immutabili che si oppongono agli adattamenti spesso necessari alla sopravvivenza dei singoli e del gruppo.
  • L’incompatibilità – A causa della loro natura trascendente le morali sono immodificabili e perfette, raramente morali sono compatibili e conciliabili fra loro. La storia ci insegna che quando due popolazioni ispirate da morali diverse hanno voluto fondersi hanno dovuto rinunciare alla diversità della propria morale, volontariamente o forzosamente, pena l’esilio e la morte. L’omogeneità sociale, che allora era un fattore critico per la sopravvivenza, non poteva essere garantita in presenza di diversità inconciliabili.

La forza di coesione della morale perde efficacia via via che :

  • le comunità si fanno più popolose e geograficamente più ampie, facilitando e moltiplicando le diversità
  • aumentano gli scambi con le comunità vicine.

In queste circostanze le comunità devono velocemente adattarsi ad ambienti molto diversi e un’unica immutabile morale potrebbe essere più uno svantaggio che un vantaggio per la sopravvivenza.

Etica

La prevalenza dell’etica sulla morale è un enorme passo in avanti sia per la libertà individuale dei Cittadini sia per la più ampia coesione e cooperazione fra i popoli, ma anche con l’etica non si risolve il problema di chi persiste nella prevalenza della morale con i suoi inevitabili e tragici conflitti.
Sebbene l’etica sia un’invenzione antica, la sua applicazione pratica è molto più recente e i suoi effetti più visibili risalgono a circa cinquecento anni fa. L’etica rovescia i paradigmi della morale e rinuncia:

  • all’uniformità stringente e consente la convivenza fra diversità, con questo spinge la morale nel privato dell’individuo con la sua personale visione del mondo, fede, ideologia
  • a normare tutti i comportamenti, norma solo quelli essenziali a garantire la coesione sociale
  • all’immutabilità e con ciò facilita l’accoglienza delle diversità aumentando la capacità adattativa.

Con l’etica si apre la strada per le democrazie, che sono il luogo delle diversità, e della sovranità dei Cittadini: almeno teoricamente i Cittadini possono codificare le proprie norme sociali secondo la propria individuale coscienza.
Chi crede nella prevalenza dell’etica immagina l’umanità come:

  • un insieme di biglie colorate tutte diverse l’una dall’altra
  • entro il contenitore comune dell’etica.

La prevalenza dell’etica sulla morale è un enorme passo in avanti sia per la libertà individuale dei Cittadini sia per la più ampia coesione e cooperazione fra i popoli, ma anche con l’etica non si risolve il problema di chi persiste nella prevalenza della morale con i suoi inevitabili e tragici conflitti.

Legge

Secondo la prospettiva morale, la legge è solo un modo per formalizzare e comunicare le sue regole che stabiliscono un netto confine fra tutti i comportamenti leciti e tutti quelli illeciti, con rispettivi premi e punizioni.
Secondo l’etica invece la legge dovrebbe teoricamente intervenire, con l’uso della forza coercitiva, solo sui comportamenti «pericolosi» per la coesione sociale. Tutti gli altri comportamenti sono «liberi» e provocano diversità, ma le diversità non attivano (teoricamente) alcuna coercizione verso l’uniformità. Il gradimento sociale verso i comportamenti «liberi» si manifesta in forma di dissenso o assenso senza conseguenze coercitive.
Etica e legge sono perciò strumenti che facilitano l’innovazione,  l’apprendimento e perciò la veloce adattabilità all’evolvoluzione dell’ambiente.