Ogni anno Transparency International elabora un Indice della Percezione della Corruzine (CPI) relativa al settore pubblico. Nella classifica per l’anno 2017 l’Italia é al 54° posto su 180 Paesi esaminati, ed al 25° posto fra i 31 Paesi europei. Rispetto al 2016 questa classifica mostra un miglioramento di 6 posizioni a livello globale e 4 posizioni a livello europeo.

Dal 2002 l’Italia ha scalato 18 posizioni nella classifica complessiva, di cui 15 dal 2014, anno di nascita dell’ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione. Nella stessa direzione sono andati la Legge Severino, le nuove norme sugli appalti, l’accesso civico ai documenti della PA e la tutela del whistleblower.

Transparency International sottlinea che malgrado i miglioramenti compiuti molta strada rimane da percorrere, a partire dai finanziamenti alla politica. Infatti una maggiore trasparenza é stata imposta ai partiti ma non ad altri soggetti utilizzati per canalizzare risorse sui candidati, come le fondazioni e le associazioni politiche.  Il risultato lo spiega il Direttore della sede italiana di Transparency International, Davide Del Monte: “Siamo chiamati a votare dei candidati di cui non possiamo conoscere i reali finanziatori e, quindi, gli interessi particolari che li sostengono“.