Pubblichiamo due articoli riguardanti il futuro dell’Accademia di Brera, della quale abbiamo presentato alla fine dell’anno scorso il Rendiconto Economico Integrato 2014.

Purtroppo appare che nessuna delle parti in causa mostri interesse per la missione istituzionale dell’Accademia, che è quella di offrire una formazione eccellente agli studenti (non esistono statistiche sull’occupazione post diploma), e che l’analisi dei fatti è per lo più subordinata ad affermazioni di principio, peraltro discutibili. È il caso fattuale degli spazi a disposizione delle attività accademiche che aumenterebbero, e che sarebbero concentrati in una sede unica, più razionale e salubre; il fatto viene subordinato da una parte del corpo docente ad una ideologica contrarietà ad “attività commerciali” e in generale a evitare di dare un “vantaggio alla Pinacoteca”, dimenticando che sia l’Accademia sia la Pinacoteca sono strumenti essenziali per la crescita culturale della collettività civica e nazionale.

D’altro canto la narrazione del Presidente uscente dell’Accademia da un lato non è rappresentativa di una realtà purtroppo bloccata da divisioni e veti ideologici di una parte importante del corpo docente, e dall’altra conferma un approccio dogmatico per il quale le opinioni personali dello stesso Presidente uscente sono presentati come fatti incontrovertibili.

Civicum ritiene che un approccio basato sull’analisi dei fatti, e non condizionato da interessi corporativi e personali, favorirebbe un processo decisionale quantitativo, razionale, trasparente nell’interesse degli studenti e della crescita culturale e sociale del Paese.

 

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