La democrazia è una meravigliosa utopia che da almeno 2.500 anni scuote il mediterraneo, con il medioevo passa all’Europa, gli anglosassoni la trasportano nel Nuovo Mondo che diventa l’Occidente e ora quasi tutto il mondo ne è affascinato, almeno in teoria
Ma cos’è, cosa vuol dire?
Sono state scritte migliaia di pagine sulla democrazia. Le più serie raccontano i paradossi con i quali evolvono i sistemi di governo dell’umanità. Eccone alcuni:

  • il post-rivoluzionario Toqueville battezzò “democrazia” il sistema di governo americano, ma la maggioranza degli estensori della Costituzione americana non si dichiararono mai democratici perché disprezzavano l’inaffidabile e ingestibile sistema democratico
  • le democrazie più ammirate del mondo sono quasi tutte regni (UK, Olanda, Paesi Nordici, ecc.).

Di questi tempi, nei quali le democrazie sembrano un po’ stanche ed affannate, è difficile trovare una descrizione incisiva e sufficientemente semplice per questo evoluzionario sistema di governo; non ci resta che tentare un approccio storico-pragmatico: la democrazia è la progressiva cessione del potere esecutivo dagli autocrati ai Cittadini. 
Vi sono molti casi di popoli che hanno voluto fare il gran salto in un solo passo. Non è chiaro se qualcuno vi sia riuscito. Nelle democrazie evoluzionarie invece è probabile oggi vi siano Cittadini più sovrani di ieri, e anche più numerosi, ma è poco probabile che vi siano Cittadini assolutamente sovrani.
È anche piuttosto probabile che i Cittadini di Paesi governati democraticamente godano di una qualità della vita maggiore di altri.
Se così davvero fosse sarebbe utile sollecitare gli Amministratori Pubblici a cedere ai Cittadini, un po’ alla volta, porzioni del potere esecutivo dando senso concreto alla loro sovranità, al momento più parlata che realizzata.