Secondo la Treccani  la parola «nazione» identifica il complesso delle persone che hanno comunanza di origine, di lingua, di storia e che di tale unità hanno coscienza, anche indipendentemente dalla sua realizzazione in unità politica. 

Unità politica – Questo concetto può essere facilmente descritto come «la forma di organizzativa della comunità che si considera nazione», l’unità politica può organizzarsi secondo una delle tante varianti che può assumere l’amministrazione della società nazionale: ad esempio monarchia, democrazia, oligarchia, autocrazia.

I confini della nazione – La categoria nazione sembra un concetto chiaro, quasi intuitivo, ma nel momento in cui cerchiamo di definire quali sono i criteri secondo i quali un singolo individuo può considerarsi parte di una nazione,  emergono problemi di disambiguazione.

Se l’Italia fosse una nazione, la sua Costituzione elencherebbe i criteri che rendono simili i propri cittadini.  La Costituzione invece elenca quali sono i criteri inaccettabili, quelli che devono essere rigettati dai propri cittadini per potersi dichiarare «italiani»: distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. In sostanza tutti apparterrebbero alla nazione Italia. Il che evidentemente non ha senso. Tutto invece lascia intendere che l’Articolo 3 rigetti in toto l’idea che gli italiani appartengano ad una nazione. Peccato che la Costituzione non chiarisca cosa unisce gli italiani nell’associazione Italia e di conseguenza quali siano i confini che la separano dalle altre associazioni-stati.

L’Italia ha confini territoriali? – Solo nell’Articolo 16 la Costituzione cita il «territorio nazionale» che però non è mai stato definito sebbene dia per scontata l’esistenza di confini territoriali. Lascia perplessi l’uso della parola «nazionale» che forse va inteso come sinonimo di «italiano», nel qual caso il territorio nazionale sarebbe il territorio italiano. Tuttavia nemmeno l’uso dell’aggetivo «italiano» sgombra il campo dalle interpretazioni, potrebbe significare che appartiene ad un’entità Italia, agli italiani peraltro mai definiti nella Costituzione. Tutti i dubbi e le ambiguità scomparirebbero se la Costituzione intendesse che l’Italia è un territorio con i propri confini che lo distingue dagli altri territori.

E se l’Italia fosse una giurisdizione? –  La Costituzione è la legge fondamentale e in quanto legge si applica entro un ambito  detto giurisdizione. L’esperienza ci insegna che se la Costituzione è la legge fondamentale il suo ambito d’azione è tutto quanto si trova entro i confini italiani. Qualcuno obbietta che la Costituzione agisce anche sui cittadini italiani che si trovano all’estero, ma non è esattamente così, infatti gli effetti della Costituzione si possono applicare solo sui beni e sulle persone che stanno sul territorio italiano.

L’intera questione purtroppo è soggetta ad interpretazione  ed è quindi ancora aperta, peccato che la Costituzione non sia più chiara sulle definizioni fondamentali che riguardano gli italiani e i loro beni.

Non vogliamo però chiudere l’analisi senza proporre una soluzione che consenta di procedere con le future elaborazioni: L’Italia è un territorio che coincide con la giurisdizione entro la quale vige la Costituzione.

—— NOTA ——

Italia è la prima parola della Costituzione nel suo Articolo 1:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranita appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.