Quanto costa alle famiglie la formazione dei figli?

Quanto costa non credere al valore della formazione?

 

Nel solo mese di gennaio tre opinionisti del calibro di Gian Antonio Stella , Antonio Polito ed Ernesto Galli della Loggia hanno prodotto scritti di elevato spessore che, pur prendendo spunto da eventi diversi e partendo da angoli di visuale altrettanto diversi, condividono però una ben mesta visione del sistema educativo in vigore nel nostro Paese. Per quanto possa costare ammetterlo, sembra proprio che negli ultimi quarant’anni l’Istruzione, proprio quella con la I maiuscola, sia scomparsa dalla lista dei Valori fondanti della società italiana. Mentre le generazioni uscite malconce dalla Seconda Guerra Mondiale investirono voracemente in essa per i propri figli, portando così il Paese in meno di venti anni a produrre eccellenze di ogni tipo e raggiungere l’invidiabile posizione di settima potenza economica del mondo, oggi molti italiani preferiscono attribuire ogni colpa alla globalizzazione senza riflettere su come paesi fino a ieri assai più arretrati siano riusciti a trarne straordinari vantaggi mentre noi sembriamo solo soffrirne.

Civicum ritiene che il tema della formazione dei giovani rivesta invece importanza cruciale nella costruzione del futuro della nostra nazione e ha perciò deciso di dedicarvi parte delle sue risorse, con l’obiettivo di rispondere a due quesiti.

In primis, quanto costa alla famiglia l’attuale sistema di istruzione, quello che nel test P.I.S.A. 2015 lascia i suoi figli al di sotto della media dei 35 paesi dell’OECD? Civicum sta avviando  in questi giorni il progetto REI – Scuola, che, una volta sviluppato un prototipo di conto economico  sull’ esempio di eccellenza offerto da un qualificato Istituto di Istruzione Superiore di Milano, ne proporrà al MIUR l’estensione a tutti gli istituti similari perché tutti i cittadini possano misurare almeno l’efficienza economica delle istituzioni cui sono affidati i loro figli.

Ma decisamente più stimolante è il secondo quesito, cioè quanto costa alla collettività il non sapere/volere investire massicciamente e organicamente in formazione per preparare  le nuove generazioni ai saperi/lavori del futuro? Civicum sta attualmente esplorando al suo interno progetti alternativi da proporre a scuole e famiglie per aiutarle a riportare alla ribalta il grande tema della formazione con l’obiettivo di un generale e consistente rafforzamento dell’intera collettività italiana nell’affrontare le tante nuove sfide che il progresso ci proporrà.
Davvero un solido progetto per una Scuola Efficace!

Achille Gerli