In Italiano la traduzione di Civil Society in Societá Civile tende ad esaltare la separazione fra le persone dell’Amministrazione Pubblica e il resto della popolazione secondo una cristallizzata contrapposizione fra Pubblico e Privato, fra il Principe e il Suddito (spesso comodamente consenziente). Al contrario l’esperienza mostra che ciascuna Civil Society (Associazione Civica) aggrega elementi pubblici e privati nell’intento comune della migliore QdV (Qualitá della Vita).

In democrazia gli Amministratori Pubblici eletti sono guidati prima di tutto dalle preferenze elettorali dei Cittadini, mentre le Associazioni Civiche hanno il compito sociale di proporre agli Amministratori Pubblici le migliori opzioni sviluppate insieme agli economisti, agli ingegneri, agli accademici, ai sociologi e ai molti portatori di interesse. In questo fenomeno vi è un rischio che conosciamo bene per esservi passati nel lungo periodo fra il medioevo e il novecento, dove le gilde dominavano la vita dei Cittadini ancora piú dei Príncipi. Ma a quei tempi non esisteva la democrazia.

 

L’effetto è quello di in parte risolvere l’apparente conflitto a T fra «partitici» e «civici». I primi hanno il compito orizzontale di armonizzare le scelte all’interno di un’ampia e armonica visione del futuro di tutti. I secondi sono per lo piú specialisti tendenzialmente monotematici (verticali) in grado di formulare proposte bene costruite sulla competenza, ma non sempre compatibili fra loro.

Un’altra differenza rende efficacemente complementari i politici e i civici. I politici-eletti tentano di interpretare le aspettative dei Cittadini che operano entro i confini di un territorio (giurisdizione).I Civici diversamente si aggregano intorno a ciascuna sfida che sempre piú spesso è di interesse ultra-confinario[1], in altre parole non tengono troppo in conto i confini territoriali e li considerano «amministrativi» e perció relativamente poco interessanti.La direzione verso un piú importante ruolo nei confronti dei Cittadini e dei Governi é un dato di fatto da piú di venti anni, sebbene poco visibile e sottotraccia. Il cambiamento tuttavia é stato organizzativamente recepito anche livello globale (ONU) e ha preso forma nella The integrated Civil Society Organizations (iCSO).

“The United Nations once dealt only with Governments. By now we know that peace and prosperity cannot be achieved without partnerships involving Governments, international organizations, the business community and civil society. In today’s world, we depend on each other.[2]
Kofi Annan, former Secretary-General

In democrazia gli Amministratori Pubblici eletti sono guidati prima di tutto dalle preferenze elettorali dei Cittadini, mentre le Associazioni Civiche hanno il compito sociale di proporre agli Amministratori Pubblici le migliori opzioni sviluppate insieme agli economisti, agli ingegneri, agli accademici, ai sociologi e ai molti portatori di interesse. In questo fenomeno vi è un rischio che conosciamo bene per esserci passati nel lungo periodo fra il medioevo e il novecento, dove le gilde dominavano la vita dei Cittadini ancora piú dei Príncipi. Ma a quei tempi non esisteva la democrazia.

 

Col senno di poi, non si puó dire che le democrazie abbiano sempre agito equamente per il bene di tutti i Cittadini. Forse avrebbero fatto meglio ad attuare qualche estesa riforma in modo da rimuovere le incrostazioni del passato e porre in essere meccanismi di equitá e di crescita che, mancando, hanno portato in occidente il ritorno dei populismi. Il grafico a fianco uno dei fattori, l’impoverimento della middle class, che piú contribuisce alla crescita del sostegno ai popolusmi.

I populismi di per sé non sono un male. Lo sembrano perché portano con sé i malumori dei «dimenticati-puniti» dalla democrazia in quelle situazioni dove ha mal funzionato nel suo primo dovere: garantire l’equitá. Il male è il perdurare delle situazioni pericolose che non sono riequilibrate per tempo, la trasformazione dei populismi in tirannie è un rischio concreto. Per la loro natura elettorale (ricerca anche troppo spasmodica dei consensi-voti) i politici-eletti non riescono piú a imprimere cambiamenti sufficientemente tempestivi e di impatto. Come dice Tito Boeri: il peggior nemico dei populismi (distruttivi) sono le Associazioni Civiche che, anche grazie alla loro indipendenza partitica, sono impostate per portare razionalitá e approfondimento. Sono le Associazioni Civiche sono inoltre funzionalmente organizzate per operare nella rete delle democrazie e a favore dell’interscambio ultra-confinario; le loro logiche operative neutralizzano le muraglie isolazioniste.

Le Civil Socities sono meno sollecitate dalle pressioni elettorali e sono dotate di importanti contrappesi. Ne portiamo alcuni esempi:

  1. Hanno maggiori obblighi di trasparenza, alcune di esse sono in tutto o in parte dedicate alla trasparenza, come la stessa CIVICUM.
  2. Ciascuna di esse si impegna su numero molto limitato di obbiettivi che non sono necessariamente coerenti con gli obbiettivi delle altre. La concorrenza delle idee e delle soluzioni innesca una sorta di negoziazione meritocratica che migliora la qualità delle soluzioni.
  3. Operano con un metodo di lavoro efficace e ben collaudato in centinaia di altre Civil Societies il cui comportamento ed efficacia sono pubblicati nel rapporto annuale TTCSP Index (Think Tank and Civil Societies Program) della UPenn (University of Pennsylvania).
  4. Coinvolgono nella progettazione e nello sviluppo delle soluzioni i principali portatori di interesse pubblici e privati senza escludere alcuna partecipazione volontaria. Si tratta di una forma di democrazia granulare che si affianca, non si sostituisce, alla democrazia rappresentativa.

——NOTE——

[1] Gli operatori turistici dell’arco alpino trovano interessante dialogare fra loro sullo sviluppo armonico e promettente del turismo in quota. In questo caso i confini sono addirittura controproducenti.

[2] Una volta le Nazioni Unite interagivano con i Governi. Ora sappiamo che la pace e la prosperitá non puó essere raggiunta senza il coinvolgimento attivo dei Governi, delle organizzazioni internazionali, con le business communitie e con le Associazioni Civiche. Ai nostri giorni tutti sono interdipendenti (n.d.r. nessun governo puó piú essere veramente socvrano come all’epoca dei Principi)