Un metodo

per migliorare localmente

l’indicatore Environmental Quality – Air Quality

del Better Life Index

1 – Introduzione – Nel suo rapporto «How’s Life? (Come va la vita?)» l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) usa come indicatori del benessere ambientale la qualità dell’acqua e quella dell’aria. L’indicatore per quest’ultima è la presenza di polveri sottili PM (Particulate Matter) 2.5, ossia la media ponderata per popolazione della concentrazione di particelle di meno di 2.5 micron di diametro nell’aria. Secondo questo indicatore la Pianura Padana risulta essere, insieme al sud della Polonia, fra le aree peggiori al mondo. Per quanto il problema delle PM sia ben focalizzato e circoscritto in termini di «sorgenti», di «processi», di «concentrazioni» e di «comportamenti» rimane alta la complessitá delle interazioni fra le molteplici con-cause e dei loro «co-effetti»

2 – La sfida – Per CIVICUM, la sfida sta nell’incentivare/disincentivare i comportamenti dei Cittadini e degli Amministratori Pubblici (PA) a favore del miglioramento dell’Ambiente. Per l’enciclopedia Treccani l’inquinamento: é… la presenza, in un determinato luogo limitato o circoscritto, di una o più sostanze estranee, dette inquinanti, capaci di alterare i componenti dell’ambiente in cui l’uomo vive. Si tratta quindi di far convergere sugli amministratori pubblici il consenso dei Cittadini e dei principali aventi interesse ad applicare le soluzioni piú adatte a migliorare le condizioni ambientali di ogni «luogo limitato e circoscritto» oltre che inquinato.

3 – PM Vs CO2 – CIVICUM ha scelto di agire sulle PM (Particulate Matter – Polveri Sottili) invece che preoccuparsi del CO2 per le seguenti ragioni:

3.1 – Usare come indicatore le PM è la scelta dell’OCSE. CIVICUM non é un’associazione dedicata alla ricerca tecnico/scientifica; la sua azione é mirata all’applicazione delle migliori pratiche della Pubblica Amministrazione. Quindi si appoggia agli istituti di ricerca e agli osservatori piú credibili [1], per identificare e applicare le pratiche di successo sperimentate sul campo. La scelta puó essere opinabile e perció migliorabile.

3.2 – Il CO2 è un gas presente in atmosfera in percentuale non superiore allo 0,05% ben al di sotto della soglia di pericolositá (5%). Entro questa banda il CO2 è componente essenziale alla vita. I principali effetti dannosi per l’ambiente sono climalteranti (cambiano il clima), ma non tossici: a) il ben noto effetto serra che provoca l’innalzamento, globale – non locale, della temperatura del pianeta, b) l’inacidimento delle acque, anch’esso fenomeno globale

3.3 – Il particolato invece è tossico anche in percentuali modeste, specialmente se le particelle sono molto piccole. Basti ricordare gli effetti altamente cancerogeni prodotti dal fumo di foglie e legna (es. tabacco). Il particolato ha anche la pessima caratteristica di disaggregarsi e ricombinarsi, dopo la combustione, in gas a loro volta molto tossici come ad esempio il biossido d’azoto o anche il monossido di carbonio.

3.4 – Il CO2 è un gas che tende disperdersi velocemente nell’aria in tutti gli strati dell’atmosfera. I danni (es. riscaldamento dell’atmosfera) difficilmente possono essere mitigati da azioni applicate a piccole porzioni di territorio. Per ottenere qualche risultato percettibile, é necessaria la cooperazione fra un numero elevato di Stati grandi emettitori. CIVICUM deve necessariamente limitare il proprio campo d’azione in proporzione alle proprie risorse e puó agire su amministrazioni circoscritte, incluso lo Stato italiano. La produzione delle PM e la loro permanenza in atmosfera sono fenomeni locali, per esempio di tratta spesso di fenomeni relativi a impianti di riscaldamento o motori per la trazione, piccoli e numerosi, distribuiti sul territorio e mobili. La possibilitá di agire con impatto misurabile locale è coerente con la missione e il modus operandi di CIVICUM i cui interlocutori principali sono i decisori pubblici locali che agiscono su aree geograficamente definite, siano essi l’intero Stato o anche Comuni, Province e altro.

4 – PM e altri inquinanti – La produzione delle PM implica, nella maggior parte dei casi, una proporzionale coproduzione di gas climateranti (es. CO2) o tossici (es. NO2). Per esempio, la combustione delle biomasse produce gas tossici fa i quali il pericoloso monossido di carbonio. Oppure il gasolio produce PM e NO2 in modo diretto e indiretto (il particolato diffuso nell’atmosfera infatti si ri-combina producendo sia altro particolato sia gas tossici). In altre parole, diminuire il particolato spesso implica la riduzione delle componenti gassose dell’inquinamento. Le PM esistono in natura, come le polveri spostate dal vento, sviluppate dagli incendi dei boschi e le polveri sollevate dall’evaporazione. Le principali produzioni di PM sono quasi sempre riconducibili a un solo processo chimico-fisico: la combustione. Quella praticata dall’uomo, riguarda essenzialmente la produzione di energia termica o cinetica (per la trazione). Le categorie di combustibili piú utilizzate sono le bio-masse (legna, boschi, erba, pellet, ecc.) e i fossili (petrolio e derivati). La semplificazione a due soli tipi di sostanza e a due soli scopi aiuta a concentrare gli sforzi nelle aree piú promettenti.

5 – Le soluzioni – La riduzione delle PM é conseguenza di decisioni quali:

– la sostituzione della produzione di energia da combustione con altre tecnologie, per esempio il fotovoltaico, il geotermico, l’eolico;

– l’abbandono dei combustibili piú inquinanti a favore di altri meno inquinanti (es. idrogeno);

– il miglioramento tecnologico dei processi di combustione (es. Euro X per i veicoli a benzina e Diesel);

– la concentrazione della combustione in grandi impianti facilitando l’utilizzo di tecnologie fisicamente e finanziariamente ”pesanti” per ottenere sia una migliore combustione che un filtraggio/trasformazione delle polveri in maniera piú efficace che negli impianti piccoli o mobili;

– il filtraggio post combustione nei generatori piccoli o mobili;

– l’ottimizzazione dei percorsi e dei mezzi di trasporto

– la tassazione “a consumo’’ e progressiva per scoraggiare l’uso della combustione.

6 – Zone a Inquinamento Limitato – La combustione avviene in numerosi e piccoli punti, fissi e mobili; per esempio le caldaie nelle case, i motori delle auto e dei mezzi pesanti. La distribuzione dei «generatori» non é uniforme né in densitá né in tipologia. Nella letteratura si fa spesso riferimento a quattro tipi di situazione geografica entro ciascuna delle quali prevale una categoria di «punti di combustione» e un numero limitato di soluzioni; sono le Zone a Inquinamento Limitato:

– Puntuali – impianti industriali con propria capacitá di produzione di energia via bio-masse o piú frequentemente via petrolio e affini;

– Lineari strade di grande traffico dove transitano motori a combustione interna;

– Concentrate – Tipicamente le Cittá dove spesso coesistono sia un gran numero di impianti di riscaldamento sia un gran numero di motori in movimento. Sono largamente note le ZIL tipo Area C e B a Milano.

– Vaste – Che a loro volta si distinguono in aree a) piane destinate all’agricoltura e all’allevamento, b)valli dove l’ampia disponibilitá di legname a basso costo facilita l’utilizzo di bio-masse per il riscaldamento che talvolta si sovrappone all’intenso traffico nelle aree lineari di fondo valle.

7 – Soluzioni su misura – Ciascuna situazione geografica e fenomeno di inquinamento possono presumibilmente trarre vantaggio da soluzioni tecnologico-normative giá in uso in altri Paesi. Le soluzioni e le norme di applicazione continentale, come ad esempio il programma Euro X benzina e diesel, sono fuori dell’ambito ambito di questo approccio in quanto sono di responsabilitá degli organi comunitari sovranazionali (EU, OCSE, …). Le soluzioni e le norme sovranazionali sono ovviamente prioritarie rispetto alle soluzioni locali. Per gli Amministratori Pubblici nazionali e locali si tratta invece di prevedere delle soluzioni adatte a ciascuna area in funzione degli obiettivi e dei loro costi. In ogni singola area dovrebbe essere possibile applicare una o piú soluzioni con un mix di tecnologie, norme e fiscalitá. Tutto é giá disponibile e pronto all’uso, si tratta di assemblarne le parti e applicarlo.

8 – Cautele e aiuti – Nel cercare soluzioni adeguate occorre tener conto che le trasformazioni massive richiedono grandi investimenti che potrebbero non essere disponibili nel breve. Inoltre cambiamenti troppo bruschi implicano assumere rischi che difficilmente possono essere corretti tempestivamente. È plausibile che sia necessario contemplare il coinvolgimento di imprese in grado sia di fornire le tecnologie sia di assistere finanziariamente i cambiamenti. Alle soluzioni tecnologiche e normative si possono associare incentivi/disincentivi fiscali e prezzi del servizio; tale sistema pare sia molto efficace nel modificare i comportamenti senza togliere libertá di scelta ai Cittadini.

9 – Rendiconto Aria Nuova – CIVICUM ha scelto la via della rendicontazione sia per rendere i fenomeni misurabili e confrontabili sia per informare i Cittadini e gli Amministratori Pubblici sugli stessi dati. Anche in questo caso CIVICUM intende proporre uno schema di rendicontazione quantitativo-contabile arricchito, come d’uso, da una sezione che sottolinei alcuni aspetti rilevanti relativi alle decisioni degli amministratori pubblici. Il rendiconto cosí impostato è particolarmente utile a misurare i miglioramenti sia anno contro anno sia anno contro i valori target. Una volta identificati i confini dell’area sulla quale agire si possono applicare i passaggi fin qui elencati per correlare in uno schema scalare e quantificato:

– gli effetti negativi prodotti dalle PM (es: costi del sistema sanitario) e dall’applicazione delle soluzioni selezionate (es. Costi addizionali, perdita di posti di lavoro, costi-investimenti)

– gli effetti positivi ottenuti a) dalla variazione favorevole delle PM e degli altri inquinanti, b) dall’applicazione delle soluzioni in termini degli indicatori per esempio del reddito da professioni piú qualificate, education (secondo la classificazione del Better Life Index).

10  – Reddito, oltre ad ambiente – Perseguire l’abbattimento delle polveri sottili è coerente con un aumento della qualità della vita anche in virtù dal maggior reddito procapite che può derivare dalla fornitura di tecnologie e servizi tecnologicamente avanzati

 

——NOTE——

[1] La credibilitá non è un’opinione individuale e, in quanto tale, garantita dal diritto di opinione (Art.3). La credibilitá è data dalle rilevazioni eseguite con un metodo pubblico e condiviso applicato su tutto il campione di riferimento, per esempio tutta la popolazione dell’OCSE e dei suoi aggregati subordinati, per esempio gli Stati, le Regioni, le Citta. Le rilevazioni coerenti consentono confronti fra entitá similari.