L’affidabilitá è il numero di fallimenti per unitá. Via, non siamo mica macchine!  Infatti se si applicasse all’uomo si l’affidabilitá si conterebbe in impegni non mantenuti. Purtroppo pare che non esista un termine che definisca l’affidabilitá per l’uomo. Di solito quando non esiste una parola per definire un fenomeno è perché quel fenomeno non esiste.

Il fenomeno linguistico ne mette in luce uno antropologico: il modello sociale piramidale e primitivo non richiede affidabilitá, ma solo capacitá di ubbidire al Principe o di sfuggire al suo controllo, come a Napoli sfuggono al semaforo. Possiamo perfino affermare che la fiducia esisteva solo e parzialmente nell’ambito familiare; al di fuori era sufficiente e necessaria la forza di imporre, l’alternativa era soccombere.

C’è peró una parola che si avvicina a questo significato: reputazione. Ma ogni ottimismo scompare quando notiamo che «reputazione» si puó associare ad alcuni aggettivi come nel caso di «pessima reputazione». La reputazione é relativa ai valori della comunitá, questa potrebbe ritenere che la reputazione del mafioso sia eccellente perche é campione di imposizioni, terrore e ricatti. L’affidabilitá é invece assoluta, non puó assumere valori negativi, alla peggio assume valori minimi, insoddisfacenti, ma mai negativi.

Con l’arrivo della democrazia, la societá è molto piú efficiente, ma puó esistere solo se c’è fiducia reciproca. Anche il mercato puó esistere solo se le parti ispirano, o meglio praticano, una buona dose di fiducia reciproca. Le democrazie che funzionano sono quelle dove il tasso di fiducia reciproca è abbastanza alto. Laddove invece la fiducia reciproca è sotto-soglia i comportamenti tendono ad essere criminali e a somma zero (brigantaggio e rapina). La fiducia e l’affidabilitá si costruiscono col mantenere il maggior numero degli impegni, nel tempo gli altri, esposti all’esempio di compportamenti che rendono, diventreranno anche loro piú affidabili.